Artigiani del Sapore: a Bari il gusto, la salute e l’etica sono serviti nel piatto

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Negli ultimi tempi si parla sempre più di ritorno agli antichi mestieri, all’artigianato, alle cose fatte con cura, a mano, personalizzate, orgoglio del vecchio Made in Italy. Anche nel cibo. Da più di vent’anni la filosofia dello Slow Food di Carlo Petrini, che va in questa direzione, ci accompagna e ci ha fatto riscoprire il piacere di assaporare cibi genuini e radicati nel territorio, senza fretta. Ma oggi voglio parlarvi di un progetto che, pur nel solco culturale tracciato da questa esperienza, va oltre e cerca di coniugare educazione alimentare e salute fondata sull’eliminazione di ogni derivato animale: si tratta del gruppo barese di Artigiani del Sapore, composto da Fabrizia Rutigliano, fondatrice e cuoca, Alessandro Tartaglia, fotografo e ‘assaggiatore ufficiale’, e Francesca Simplicio, cuoca ‘onnivora’. ‘Educarci per emanciparci dai modelli alimentari imposti’ è il motto di Fabrizia, che organizza eventi culinari/culturali e cucina su misura per il cliente, artigianalmente nel vero senso della parola, con ingredienti esclusivamente vegetali a chilometro zero, di stagione e biologici, nel pieno rispetto dei cicli naturali, dell’ambiente, della salute e di ogni essere vivente, senza dimenticare la tradizione. Io ho provato la sua cucina e, da buongustaia e cuoca per hobby quale sono, vi garantisco che non ve ne pentirete. Scopriamone di più chiacchierando con lei.

Come nasce l’idea di un’attività di questo tipo?

La molla che ha fatto scattare l’idea è stata la perdita del mio lavoro di restauratrice, circa 6 mesi fa, anche se già mi dilettavo in cucina, quindi non si è trattato soltanto di un’esigenza lavorativa. Il mio progetto è di educare le persone dal punto di vista alimentare per farle emancipare dai modelli che ci vengono imposti e proporre loro un altro stile di vita, fondato sulla consapevolezza di ciò che mangiamo: alla base delle mie ricette c’è un lungo e accurato studio e la consapevolezza di ciò che mangiamo può essere fondata solo sulla conoscenza. Per questo Artigiani del Sapore nasce come gruppo di cuochi indipendenti.

All’inizio hai incontrato diffidenza? E oggi, a distanza di tempo, qual è il riscontro?

Come in tutte le attività, ho cominciato coinvolgendo i miei amici che, in un primo momento, si sono rivelati un po’ diffidenti nei confronti dell’idea di eliminare ogni derivato animale; assaggiando i piatti, però, li hanno trovati buonissimi. Effettivamente la domanda che mi viene rivolta costantemente da chi si affaccia alla cucina vegana salutista è ‘che cosa mangi?’: per molte persone l’assenza di carne è motivo di diffidenza, ovviamente immotivata. Proprio per questo ho deciso di abbinare l’informazione alla cucina. Dopo circa 6 mesi devo dire che il riscontro è buono, c’è partecipazione agli eventi e Artigiani del Sapore è riuscito a crearsi un certo seguito, anche sulla pagina Facebook.

Quali servizi offri?

Chi si rivolge a noi può scegliere tra una vasta gamma di servizi: pranzi e cene a domicilio, catering, pasticceria e torte, organizzazione di eventi quali brunch, aperitivi ecc. Inoltre curiamo un blog omonimo che vuole rappresentare un punto di riferimento non solo per scoprire le nostre ricette ma, soprattutto, per informarsi sulla consapevolezza alimentare.

Perché lo stile alimentare vegano è importante? Può essere considerato solo una tipologia di cucina oppure è una vera e propria filosofia di vita?

Senza dubbio è una filosofia di vita, anche se preferisco definirla cucina etica e non semplicemente vegana: non mi piacciono le etichette troppo limitanti.

Bari è una piazza ideale per questo genere di attività oppure le tradizioni locali possono rappresentare un ostacolo culturale?

Sicuramente le tradizioni culinarie baresi sono ostacolo perché inevitabilmente ci siamo legati e oltretutto è una cucina veramente ottima. Proprio per questo, nello studio alla base dei miei piatti, cerco di rielaborare anche le ricette tipiche affinché le ricordino in parte, a volte ci riesco e a volte invece viene fuori qualcosa di nuovo.

In ogni caso, al di là delle tradizioni, la curiosità alimentare esiste e l’interesse della gente per l’alimentazione salutare ed etica si sta risvegliando: molte persone non vegane ci scrivono e vengono agli eventi anche per informarsi, senza contare che il veganesimo ultimamente fa anche tendenza e quindi molti cominciano a interrogarsi partendo proprio dalla moda alimentare. In questo modo riusciamo a coinvolgere diverse categorie di persone.

Hai aperto anche un blog: pensi che Internet aiuti in questo tipo di attività e in generale a diffondere la cultura vegana? Senza il web avresti ottenuto gli stessi risultati?

È innegabile che senza il web non avrei ottenuto lo stesso risultato, almeno non nell’immediato, perché è una vetrina ormai fondamentale per emergere. Ciò che non mi piace della rete, in verità, è che si parla troppo di cibo e web in un enorme calderone in cui si trova di tutto e non sempre in modo chiaro. Il mio modello però resta quello del ‘ristorante segreto’, molto diffuso nel Nord Europa: le persone aprono le cucine delle proprie case e ospitano sconosciuti che vengono a conoscenza dell’evento con il passaparola o con semplici locandine ed è sempre un successo.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Ce ne sono diversi, ma quello imminente è un workshop sulle autoproduzioni editoriali denominato non a caso ‘Cavoli!’, che si terrà domenica 2 giugno nella masseria Tarsia Morisco a Conversano (Bari) con due stimati docenti di materie editoriali (Mauro Bubbico dell’Isia di Urbino e il mio socio Alessandro Tartaglia, cofondatore dello studio FF3300): ogni partecipante rilegherà a mano il proprio ricettario su cui poi scriverà le ricette che proporrò a cena, una vera e propria esperienza multisensoriale.

Il progetto a lungo termine, invece, resta quello di diffondere i temi della salute e dell’etica a tavola, promuovendo eventi con la partecipazione anche di esperti del settore: l’obiettivo primario resta quello di educarci per emanciparci.

2 commenti

  1. Molto interessante…

    1. Vero! Ti consiglio di provare.

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