A Casa Piccinni il pranzo è servito: sgagliozze e popizze all’ingresso del Museo

Ha già vissuto vicende travagliate, fino alla sua riapertura qualche anno fa. Tra indicazioni stradali fuorvianti (problema atavico) e assenza totale di pannelli informativi, eccetto la piccola insegna nascosta dietro gli ombrelloni dei bar e ristoranti che la circondano, Casa Piccinni è lì, in Piazza Mercantile, nel cuore di Bari Vecchia, e aspetta di essere davvero valorizzata dalla mano pubblica. E l’occhio pubblico dovrebbe impedire lo scempio, documentato dalla foto scattata nel tardo pomeriggio di ieri, che ritrae il tipico bancone abusivo di donne del borgo antico impegnate a friggere sgagliozze e popizze in condizioni igieniche discutibili e, soprattutto, proprio davanti all’ingresso di Casa Piccinni, quasi fosse un portone qualunque, davanti al quale scaricare la propria cassa di Peroni, e non l’ingresso di un museo. Pensiamo a cosa sarebbe accaduto se una scena del genere si fosse verificata davanti a una qualsiasi casa-museo nel mondo. Non un pannello informativo, non un minimo di senso civico e consapevolezza di ciò che ci circonda. La casa natale del grande compositore barese Niccolò Piccinni, di cui purtroppo i suoi concittadini conosco ben poco oltre all’intitolazione del Teatro di Corso Vittorio Emanuele II, prosegue quotidianamente le sue attività espositive di museo che racchiude pregevoli cimeli, culturali e documentarie soprattutto grazie all’associazione ‘I luoghi della musica’. La ristorazione, però, non è ancora compresa.