Donare un libro per produrre legalità. A Bari la campagna solidale dell’associazione Rita Atria a favore dei più piccoli

Foto donazione libri

“Ma davvero è gratis?”. “Mi dispiace, non ho spiccioli”. “Scusi, ho fretta”. La prima reazione è, ovviamente, l’incredulità: abituati ormai a diffidare del prossimo e a vedere la truffa dietro ogni gesto, chi crederebbe che dei ragazzi vestiti da Babbo Natale regalano libri per le strade del centro senza volere qualcosa in cambio? Eppure è questa la scena a cui hanno assistito i tanti baresi usciti stamattina per lo shopping natalizio: i volontari dell’associazione antimafie Rita Atria che distribuivano libri ai bambini di Barivecchia e anche nel centro murattiano. Alla fine ha prevalso la condivisione e la reazione è stata di buon senso: “Una signora ci ha detto di darli a chi ne ha veramente bisogno – racconta Claudio Altini, referente della sezione barese dell’associazione – perché lei invece poteva permettersi di comprarli”. La legalità si costruisce a partire dalla cultura: sconfiggere le mafie è possibile, ma la repressione non basta. Serve un lavoro più profondo e duraturo, soprattutto con alcune fasce sociali degradate. Nasce da qui l’idea del regalo culturale, destinato a chi probabilmente è abituato a considerare i libri come un inutile orpello limitato alle ore scolastiche (se si va a scuola). Circa 150 volumi, raccolti nei giorni scorsi alla Taverna del Maltese, sono passati dalle cantine e soffitte di alcuni alle mani di tanti bambini, tornati alla vita e a disposizione di chi ne ha più bisogno per svolgere il loro compito, stimolare il pensiero critico: “Li abbiamo distribuiti tutti, in particolare ai bimbi del borgo antico – spiega Claudio – siamo molto felici di questa iniziativa e della larga partecipazione di chi ha deciso di donare un libro a chi necessita davvero di strumenti culturali”. Se vogliamo uscire dalla condizione attuale di regressione, insomma, dobbiamo aprire proprio i libri per aprire la mente e le gabbie in cui tante persone, ancora oggi, anche nella nostra città, sono chiuse.