Formaquattro Arte in circolo: a Bari la galleria innovativa, dagli artisti locali a Warhol

Bari, via Argiro 73. Uno stabile signorile ed elegante, come molti del centro cittadino. Saliamo le scale per arrivare al primo piano, in un ampio e luminoso appartamento con vista sulla bella strada. Ed è qui la sorpresa: le stanze ospitano, dal 2010, la Galleria Formaquattro – Arte in Circolo, una vera chicca per gli appassionati di arte, in tutte le sue forme. Ultima esposizione organizzata, quella sul padre della Pop Art, Andy Warhol, che inizialmente sarebbe dovuta terminare domenica scorsa dopo un mese e mezzo di enorme successo e che, a grande richiesta, è stata prolungata per altre due settimane. Una passeggiata tra fiori multicolore, Marilyn Monroe, Mao Tse-tung, Coca Cola, Zuppe Campbell, chitarre firmate Rolling Stones e Michael Jackson e, immancabilmente, autoritratti: “Qualche migliaio di visitatori, molti dei quali non ci conoscevano, ha varcato la soglia della galleria per ammirare la mostra – spiega Vito Caldaro, tra i fondatori insieme con Giulio Derobertis (completano la squadra Orlando Nerini, Lina Lippolis e Massimiliano Turi) – siamo contentissimi del risultato, perché questa mostra rappresenta uno spartiacque nelle attività della galleria: finora abbiamo dato spazio principalmente ai talenti locali, collaborando con l’Accademia di Belle Arti di Bari per valorizzarli; adesso, invece, vogliamo avviare un percorso parallelo di respiro internazionale, per accrescere la varietà delle esposizioni e i servizi offerti al nostro pubblico”.

La mostra (qui il tour virtuale), caso più unico che raro per un’esibizione di questo livello, è stata completamente gratuita: “Ci siamo finanziati esclusivamente con la vendita delle opere, che è andata benissimo e che poi è ciò che facciamo sempre  – sottolinea Caldaro – e stiamo studiando anche alcune forme ibride di fruizione, ad esempio la possibilità di associarsi a basso costo e garantirsi un ampio numero di ingressi annuali per le esposizioni; in questo modo, potremo migliorare”. Arte in circolo: nomen omen, dunque, per una galleria che punta a essere un riferimento imprescindibile sul territorio: in programma a febbraio, ad esempio, l’esposizione di Tony Oursler, importante artista statunitense (noto al grande pubblico per la sua collaborazione con David Bowie nel video di ‘Where are we now?’ e con altri musicisti), di cui Formaquattro è referente unico per l’Italia.

Formaquattro nasce mescolando l’idea di forma come concetto artistico con i quattro elementi fondamentali del successo per gli artisti: talento, sostegno della critica, promozione, favore del pubblico e dei collezionisti – precisa Caldaro – ed è proprio sul pubblico che bisogna lavorare per la diffusione dell’arte contemporanea, spesso incompresa perché la critica sovrasta gli artisti. Si parla troppo e si scrive troppo e ciò allontana il pubblico: bisogna far parlare direttamente gli artisti, senza sovrastrutture, favorendo momenti di incontro e confronto con il pubblico. I critici, invece, hanno acquisito un potere sproporzionato”.

Ma è vero che l’arte contemporanea è troppo difficile da capire e che serve una preparazione specifica per avvicinarvisi? “No – afferma Caldaro – la sensibilità non è una questione di studio o preparazione, ma è personale. Tra i nostri collezionisti ci sono persone di varia estrazione, provenienti da ambiti diversi, anche molto lontani dall’arte. Il talento, se c’è, arriva a tutti i tipi di pubblico. La questione, come dicevamo, è che i nuovi linguaggi artistici, a differenza della pittura e scultura tradizionali, necessitano di una conoscenza più approfondita dell’artista e spesso è questo che manca”.

E il rapporto con le istituzioni locali com’è? “Formaquattro non usufruisce di contributi e sostegni pubblici – spiega Caldaro – siamo un’impresa privata e abbiamo dimostrato di poter portare Warhol a Bari in modo gratuito. Sicuramente, se ci chiedessero una collaborazione, saremmo disponibili. La Puglia e Bari si stanno muovendo bene nel settore artistico, il Museo pino Pascali di Polignano rappresenta una esempio virtuoso, ma bisogna fare ancora molto. Negli anni ’70 e ’80 a Bari esisteva l’Expo Arte, che era la prima fiera in Europa: oggi in Italia rimane sono la Biennale di Venezia, persino a Roma non è rimasto alcunché nel settore. Expo Arte era una realtà importantissima, che ha portato in città grandi nomi e molto movimento culturale: è stata abbandonata, ma Bari è una città ricettiva se ha i giusti stimoli e il successo dell’esposizione su Warhol lo ha confermato. Anche il progetto del Polo del Contemporaneo – conclude Caldaro – è interessante, ma se sarà una mera copia della Sala Murat non servirà a molto; inoltre il Teatro Margherita ha dei vincoli strutturali, dovuti ala sua storia, che limitano la possibilità progettuale per realizzare uno spazio di esposizione artistica, sarebbe stato più opportuno pensare a un luogo diverso”.