Il Servizio Civile come trampolino verso il lavoro? Affermativo. A Bari lo dimostra Uni.Cons.

Foto Uni.Cons.

Bollati come bamboccioni, mammoni, lavativi fuoricorso e sfigati se non si laureano entro i 28 anni. Noi giovani italiani ormai veniamo etichettati in tutti i modi mentre, in realtà, nuotiamo in un mare di difficoltà, ostacoli, lobby e prevaricazioni. E proprio contro le prevaricazioni, di tipo economico e amministrativo, combatte Francesco Del Buono, giovane avvocato barese ed ex volontario del Servizio Civile che ha trasformato proprio la sua esperienza di civilista in una professione, fondando Uni.Cons, associazione di tutela dei consumatori. In questa intervista ci racconta di cosa si tratta e che importanza ha avuto il Servizio Civile nel suo percorso.

Quando e come nasce Uni.Cons.?

Ho fondato l’associazione Uni.Cons. (Unione tutela dei cittadini e consumatori) a Bari nell’aprile 2010 su mia iniziativa, perché volevo continuare la mia esperienza nella difesa dei consumatori, dopo aver collaborato per circa quattro anni con la sede regionale di una associazione analoga, molto conosciuta a livello nazionale. Mi sono avvicinato a questo settore per caso, ad essere sincero: vicino alla laurea in Giurisprudenza, desideravo fare un’esperienza di Servizio Civile nella quale poter mettere a frutto le mie competenze giuridiche e scelsi di partecipare al progetto proposto dalle associazioni di tutela dei consumatori. Ques’esperienza mi è servita anche in ambito lavorativo in quanto, una volta diventato avvocato, mi sono specializzato proprio nel diritto dei consumatori.

Hai incontrato difficoltà all’inizio? Qual è il riscontro oggi?

All’inizio non è stato semplice, per diversi motivi. Innanzitutto, essendo un’associazione nuova e indipendente rispetto ad altre, già radicate sul territorio e/o collegate ad altre associazioni, enti e sindacati, abbiamo dovuto faticare per farci conoscere, tenendo conto anche delle poche risorse disponibili. Abbiamo creato un sito internet, fatto pubblicità sui social network e stretto dei rapporti di collaborazione con enti e associazioni del territorio barese territorio, per far conoscere i nostri servizi. Dopo un’iniziale diffidenza, alcune di queste collaborazioni sono poi diventate molto proficue. Anzi, dall’utenza sono arrivate richieste per servizi che inizialmente non offrivamo, quali l’assistenza fiscale e previdenziale e quindi abbiamo attivato il servizio di CAF e Patronato. Inoltre, sempre in seguito a richieste provenienti dall’utenza, abbiamo creato a giugno di quest’anno un’associazione ‘gemella’, Unione tutela degli inquilini, che si occupa esclusivamente dei rapporti di locazione. Cerchiamo così di offrire un servizio completo per ogni tipo di assistenza, nei confronti di aziende ed enti pubblici. Man mano, siamo cresciuti sul territorio pugliese, con l’apertura di sportelli su Foggia, Taranto, Francavilla Fontana (Brindisi) e da poche settimane anche fuori dalla Puglia, a Roma, oltre ad avere ricevuto richieste per l’apertura di altri sportelli sia in Puglia che fuori.

Hai ricevuto supporto da parte delle istituzioni? Ne avresti bisogno? Come si sono poste davanti a un’associazione determinata ma non così potente come quelle più conosciute e, soprattutto, guidata da un giovane?

Quello dei rapporti con le istituzioni è un settore da migliorare: troppo spesso, infatti, le istituzioni sono sorde alle richieste e proposte provenienti dalla società civile e troppo spesso la possibilità di interlocuzione è lasciata alla sensibilità di chi in un dato momento le rappresenta. I primi tentativi che abbiamo fatto non sono stati molto incoraggianti, ancor di più essendo una associazione giovane e non affermata, anche a livello mediatico, come altre. Abbiamo trovato un buon rapporto di collaborazione con la Provincia di Bari, con cui abbiamo già svolto diverse iniziative, tra cui un corso per avvicinare i giovani del mondo del volontariato, e alcuni Comuni dell’hinterland barese, con cui stiamo approntando delle convenzioni per provare ad offrire i nostri servizi negli uffici comunali, visto che non si occupano in maniera specifica di tali questioni.

C’è qualche episodio particolare che vuoi raccontare?

In questi tre anni e mezzo di attività abbiamo seguito numerose problematiche, salite alla ribalta delle cronache: innanzitutto i problemi legati al risparmio tradito, quali titoli obbligazionari emessi dalla Repubblica Argentina, Cirio, Parmalat (in cui i risparmiatori hanno perso tutti i soldi investiti, frutto di anni di lavoro e sacrifici) piani finanziari, polizze assicurative, fondi di investimento, gestioni patrimoniali. Altro problema, scoppiato circa due anni fa, è stato il fallimento della società Aiazzone, con decine di migliaia di clienti che hanno pagato mobili che non hanno mai ricevuto. I più fortunati, quelli che avevano un contratto di finanziamento hanno recuperato i propri soldi dalla finanziaria, per gli altri invece abbiamo chiesto l’iscrizione tra i creditori al passivo fallimentare. Altra questione che stiamo seguendo da un po’ è relativa alla tassa di concessione governativa sugli abbonamenti per la telefonia cellulare, su cui abbiamo fatto diversi ricorsi.

Con il tuo lavoro, che hai notato riguardo alla situazione economica del territorio barese? Che tipo di persone si rivolgono a Uni.Cons.?

Coerentemente con la situazione economica generale del nostro Paese, anche nel territorio barese negli ultimi mesi stiamo riscontrando numerosi problemi derivanti dalla crisi economica, cioè che situazioni di famiglie che si trovano in difficoltà a pagare rate di mutui e finanziamenti e bollette delle utenze: perciò abbiamo ideato un’iniziativa ad hoc, denominata Sportello Sovraindebitamento, per assistere le famiglie a superare questa difficile fase, attuando forme di sospensione, dilazione ed accordi con gli istituti di credito, che sta dando risultati molto soddisfacenti, contribuendo ad alleviare le sofferenze di queste famiglie ed evitando conseguenze ben più gravi a causa del mancato pagamento delle rate.

Che cosa ha rappresentato il Servizio Civile all’interno del percorso che ti ha portato a fondare l’associazione?

L’esperienza del Servizio Civile Nazionale è stata fondamentale per intraprendere questo percorso, sia a livello di impegno sociale che lavorativo. Ho avuto modo di conoscere il mondo delle associazioni di tutela dei diritti dei consumatori che non conoscevo, apprezzare il loro lavoro e impegnarmi in prima persona per risolvere piccoli e grandi problemi degli utenti che venivano in sede per ricevere assistenza, svolgendo quindi in modo concreto un’attività utile alla collettività. Da allora ho iniziato a seguire con molto interesse il mondo del terzo settore in generale, che prima conoscevo poco o nulla. Dal lato professionale, ho avuto modo di approfondire le tematiche del diritto dei consumatori, che mi ha poi portato a specializzarmi e crescere in questo settore, trovando quindi il mio spazio nella professione forense, dove è ormai fondamentale la specializzazione. Posso concludere dicendo che consiglierei a tutti i giovani di provare a vivere l’esperienza del Servizio Civile Nazionale, sia per crescere a livello umano, impegnandosi in prima persona nel sociale, offrendo utilmente il proprio tempo alla collettività, sia con la possibilità di acquisire delle competenze spendibili nel mondo del lavoro.