La Muraglia di Barivecchia: una passeggiata sul viale del degrado

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Marmi distrutti, scritte ovunque, persino svastiche sui muri. Un degrado materiale, quello ben visibile a Barivecchia, che incarna perfettamente quello morale e sociale che da tempo affligge la nostra città. Quotidiani episodi di violenza gratuita, anche da parte di ragazzini, vandalismo, assenza totale di controlli e di rispetto delle regole. E a farne le spese sono la città e i suoi abitanti onesti. Quale biglietto da visita offriamo al turista che arriva in città e ovviamente comincia il suo giro turistico dal centro storico? Quale habitat circonda quotidianamente i cittadini di una zona socialmente a rischio? È bastata una passeggiata sulla Muraglia per vedere l’abbandono e l’incuria che affliggono la Città Vecchia: le foto sono eloquenti. Persino la facciata del Museo Nicolaiano non è stata risparmiata dagli attacchi dei vandali, segno inequivocabile dell’assenza di consapevolezza e cultura che imperversa in larghe fasce della popolazione.

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E tutto ciò vanifica anche il lavoro encomiabile di chi, da privato cittadino, si prodiga per valorizzare e tutelare l’immenso patrimonio artistico di Barivecchia, come ad esempio i ragazzi dell’associazione PugliArte. La città, quella onesta, chiede controllo, sicurezza e, soprattutto, prevenzione, come nel caso del Comitato di Piazza Umberto I: è l’unica via d’uscita, in termini sociale e anche economici. Chi paga infatti le spese per aggiustare e pulire? E quelle in termini di immagine agli occhi dei visitatori? I cittadini, ovviamente. E sono spese salate.