La lotta allo spreco alimentare passa anche da Bari con ActionAid

Foto ActionAid

“Non si spreca il cibo perché ci sono bambini in tutto il mondo che non hanno nemmeno la metà della metà di quello che noi buttiamo ogni giorno; e poi i rifiuti di cibo vanno riutilizzati per creare il compost”. Sono le parole, sincere, pulite e innocenti di un bambino barese che ha preso parte alle iniziative di ActionAid Bari nelle scuole. L’obiettivo di sensibilizzazione sembrerebbe quindi raggiunto, come racconta Nicoletta Riccardi, referente territoriale nella nostra città della storica associazione umanitaria che si occupa di contrasto allo spreco alimentare e di promozione dei diritti. Ma c’è ancora tanto da fare. Scopriamo insieme che cosa.

Quando e come nasce la sezione barese di ActionAid? Perché questa scelta?

ActionAid International Italia Onlus è un’organizzazione internazionale indipendente, da quarant’anni impegnata nella lotta alle cause della povertà e dell’esclusione sociale; presente in Italia dal 1989, raccoglie finanziamenti per progetti in quasi cinquanta paesi in Africa, Asia e America Latina, contribuendo a migliorare le condizioni di vita di oltre 174.000 bambini, delle loro famiglie e comunità (raggiungendo così oltre 700.000 persone). Dal 2012 siamo anche a Bari perché abbiamo scelto di approfondire l’ impegno in Italia con la strategia 2012-2017 ‘Italia, Sveglia!’, attraverso un programma di radicamento territoriale. Con questo programma, ora attivo in nove località italiane (Reggio Calabria, Bari, Napoli, Ancona, L’Aquila, Firenze, Bologna, Padova/ Treviso e Torino), e con la presenza di referenti territoriali, ActionAid intende costruire alleanze con istituzioni, organizzazioni ed imprese, per realizzare interventi sul territorio volti alla promozione dei diritti che ci stanno più a cuore, il diritto al cibo, i diritti delle donne, la governance e, soprattutto, sensibilizzare su questi temi la popolazione. In Puglia sono anche presenti tre Gruppi Locali di attivisti nelle province di Bari, Taranto e Lecce.

Che tipo di attività proponete in città per sensibilizzare al tema della povertà?

Nel 2013 ActionAid ha realizzato due progetti: il primo è ‘Io Mangio tutto: no al cibo nella spazzatura – percorso di educazione alimentare di comunità’, in partnership con il Consorzio Puglia in Masseria e finanziato dall’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia e dall’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Bari. In nove mesi il progetto ha coinvolto in maniera propositiva ed interattiva circa 300 famiglie tramite 12 scuole e le masserie didattiche della provincia di Bari, con un innovativo percorso di educazione alimentare e un focus sul diritto al cibo che comprende un aspetto divulgativo-formativo e uno ludico-creativo, da realizzarsi in tre fasi: la prima nelle scuole primarie, la seconda in ambito domestico, e la terza nelle masserie didattiche; per poi concludersi con un evento pubblico, occasione di condivisione e restituzione delle esperienze vissute con la comunità. I risultati hanno superato le nostre aspettative. Abbiamo anche avviato un dialogo con la Regione Puglia per chiedere uno strumento normativo contro lo spreco e per il recupero delle eccedenze. Un altro importante progetto è stato ‘Il diritto di cambiare dal basso. Percorsi di legalità & cittadinanza attiva’, finanziato da Ubi Banca Carime, che ha coinvolto 60 ragazzi di tre istituti superiori professionali cittadini (‘Santarella’, ‘Bianchi Dottula’ e ‘Romanazzi’). Gli studenti hanno scelto di confrontarsi con le istituzioni e di invitare il Comune di Bari e l’Amtab a un incontro di democrazia partecipativa, dopo aver scelto di monitorare il settore dei trasporti pubblici. Tutto questo perché siamo convinti che l’educazione e la formazione sui temi della solidarietà e della cittadinanza attiva siano fondamentali per offrire ai giovani un quadro di riferimento indispensabile a costruire un futuro come cittadini consapevoli dei propri e degli altrui diritti e doveri.

Vi sembra che a Bari ci sia attenzione a questi temi? Avete avuto un buon riscontro?

La lotta allo spreco alimentare sta riscuotendo sempre più interesse e attenzione tra famiglie, associazioni e mezzi di comunicazione. Il riscontro che abbiamo avuto è stato molto positivo: le attività realizzate hanno funzionato bene proprio perché rispondevano al sentire delle comunità. Intorno a questo approccio sul diritto al cibo si stanno aggregando attori diversi che però condividono la stessa missione. Il riscontro da parte dei ragazzi è stato estremamente buono, proprio perché non si aspettavano di diventare i reali protagonisti del processo. Lì dove loro stessi hanno scelto che servizio pubblico di monitorare e quali progetti proporre alle autorità competenti, uno di loro ha detto: “Ho imparato che non devo solo lamentarmi dei problemi e dei disservizi che incontro ma devo anche comunicarli e fare qualcosa per far sì che tutto si risolva. Ora mi considero a tutti gli effetti una cittadina attiva. Basta parole, è tempo di agire!”. Non resta che convincere i cosiddetti ‘adulti’ (nel privato e nel pubblico) dell’urgenza di intervenire su questo tema.

Come si sono poste le istituzioni? Vi hanno supportato o ne avreste bisogno?

Per quanto riguarda il diritto al cibo e la lotta allo spreco alimentare, abbiamo avuto un buon riscontro da parte della Regione Puglia, che si è dimostrata attenta alle possibilità di realizzare progetti che intervenissero su questo argomento, coinvolgendo i bambini e le loro famiglie. La Presidenza della Regione e agli Assessorati alle Risorse Agroalimentari e al Welfare e Sanità si sono anche detti aperti al dialogo per l’elaborazione di Linee Guida regionali per il recupero delle eccedenze alimentari e non. Per quanto riguarda il Comune e la progettazione partecipata, stiamo dando i nostri contributi per l’elaborazione del nuovo Piano Sociale di Zona per l’Ambito Territoriale di Bari.Nonostante le diverse esperienze positive avute con le istituzioni, sia comunali che provinciali e regionali, rimane la difficoltà di aprire un reale e duraturo dialogo che poi nutra la realizzazione di attività concrete. La scarsità di fondi tende a creare un alibi diffuso che non apre molti spazi di discussione.

Com’è la situazione della povertà e dell’esclusione sociale nella nostra città? Di cosa ci sarebbe bisogno?

La situazione della povertà e dell’esclusione sociale a Bari è drammatica. Ci sarebbe sicuramente bisogno di monitorare l’attività degli enti pubblici nella gestione dei seppur scarsi fondi in materia. Per questo motivo, oltre alle progettualità specifiche, ActionAid ha deciso di approfondire, monitorare e valutare l’efficacia dello strumento di cui l’Italia si è attualmente dotata per contrastare la povertà, vale a dire la social card. Grazie al lavoro di referenti territoriali dell’organizzazione a Torino, Bari, Napoli, Bologna e Firenze – dalla primavera del 2013 – ActionAid ha realizzato una serie di interviste che hanno raccolto documentazione e dati dalle città in cui la social card sta vivendo la sua sperimentazione. Da questa indagine sul territorio è emerso un panorama differenziato per quanto riguarda la presa in carico della card da parte delle strutture amministrative: in alcuni casi è stato prontamente individuato un settore e un responsabile a cui affidarne l’esecuzione; in altri casi, invece, a tutt’oggi non sono ancora completamente chiare le responsabilità politico-amministrative. Il responsabile del Comune di Bari ha espresso il rammarico riguardo al fatto che sarebbe stato più utile ed efficace distribuire la stessa quantità di denaro per interenti necessari tramite procedure esistenti, invece di inventarsi qualcosa di nuova, foriero di ulteriore appesantimento burocratico. Il documento redatto da ActionAid, ‘Vite di Carta: la povertà ai tempi della social card’, è disponibile sul sito www.actionaid.it e rappresenta un primo passo verso la comprensione e la valutazione di questo strumento di lotta alla povertà.

Prossime iniziative?

Una campagna di informazione e sensibilizzazione sulla trasparenza delle mense scolastiche e un progetto di cittadinanza attiva. La prima è ‘Io mangio giusto’: sono circa 50 milioni i pasti che vengono serviti ogni mese nelle mense italiane, quasi 2,5 milioni al giorno. In media, dalla scuola d’infanzia ai 14 anni, ogni bambino consuma duemila pasti a scuola, ai quali si aggiungono le merende fornite dagli stessi istituti scolastici. Migliorare la ristorazione scolastica è quindi molto importante: con questo progetto ActionAid vuole assicurare l’accesso ad una mensa più corretta a 15.000 bambini, trasparente e senza sprechi, che rispetti lavoratori, ambiente e consumatori, che utilizzi prodotti sani, a basso impatto ambientale, preferibilmente biologici, senza OGM, stagionali e, dove possibile, prodotti localmente in modo da ridurre il numero di passaggi tra produttori e consumatori. Per questo ActionAid lavorerà nel rafforzare e creare delle Commissioni mensa, poiché esistono ancora disuguaglianze tra Centro-Nord, dove le commissioni mensa sono abbastanza diffuse, e il Sud Italia. Il secondo progetto è ‘Il diritto di cambiare dal basso’ (finanziato Assessorato Regionale al Welfare), che vuole promuovere tra Taranto, Lecce e Bari, i valori della cittadinanza attiva e della partecipazione attraverso il protagonismo dei giovani.

Chi volesse diventare socio o attivista cosa deve fare? Avete una sede?

Per chi vive in Puglia ed è interessato a saperne di più di ActionAid, può contattarmi tramite un’email (nicoletta.riccardi@actionaid.org). Per conoscere il gruppo di attivisti di Bari, basta scrivere ‘richiesta info’ sulla pagina Facebook Actionaid Bari – Entità locale. Per sostenere le attività che ActionAid realizza nei Paesi in via di sviluppo e in Italia, visitate il nostro sito www.actionaid.it.