‘To be continued’: Jane Austen a Bari per raccontarci “cosa sarebbe successo se…”

“Con la cultura non si mangia”, disse qualche anno fa il poco simpatico (e poco lungimirante) ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Ma c’è chi ci prova ugualmente, alla faccia delle classifiche che collocano l’Italia ai posti più bassi per numero di lettori nel mondo occidentale e dei politici disfattisti e miopi.

Leggere è una passione, ma non solo. È anche un potente strumento di condivisione con persone e luoghi lontani, soprattutto grazie a Internet. E da oggi rappresenta anche un modo per intervenire attivamente sul passato oggetto dei libri che amiamo. Quanti di noi hanno fantasticato sulle pagine di romanzi meravigliosi, chiedendosi come sarebbe potuta andare a finire una storia d’amore? Sicuramente tanti. Emblematico è il caso di ‘Via col vento’, che ha generato alcuni sequel letterari e cinematografici, rimasti però sempre episodi frutto della volontà di un singolo scrittore/regista. Ma oggi? Grazie al web sono nate delle comunità di appassionati del genere sequel. E proprio a Bari una di queste ha dato vita a un interessante e innovativo progetto editoriale, interamente pensato e realizzato da Daniela Mastropasqua, 28 anni, traduttrice professionista, editor e grande appassionata di libri. Non casuale è il nome della sua attività, ‘To be continued’ (www.becontinued.it), dedicata alla scrittrice inglese Jane Austen. Ma scopriamone di più proprio chiacchierando con lei.

Come nasce il tuo progetto?

Direi che è un progetto nato dalla curiosità e portato avanti dalla passione. Sono un’accanita lettrice e tra le mie penne preferite c’è quella di Jane Austen, con la quale sono cresciuta. Qualche tempo fa ho scoperto un nuovo genere letterario ispirato a Jane Austen diffuso nei paesi anglofoni.  È un genere molto particolare: autori, per lo più autrici, che riprendono i leggendari romanzi della Austen per continuarne la storia, immaginando, per esempio, come è andata la vita matrimoniale di Elizabeth e Darcy. Oppure ci sono le variazioni, il primo libro che abbiamo curato è proprio una variazione nella quale si parte dalla domanda: cosa sarebbe successo se Elizabeth non avesse letto la lettera con la quale Darcy le rivela la verità sui suoi sentimenti e sul comportamento di Wickham. Da qui ne viene fuori un nuovo corso degli eventi divertente e credibile. Poi ci sono ancora altri generi, per esempio, i diari dei protagonisti, che io trovo meravigliosi, oppure i romanzi che approfondiscono le vicende dei personaggi minori. Insomma, in breve ho scoperto un mondo letterario nuovo. Da lì al chiedermi il perché in Italia questi libri non ci sono, a parte le variazioni estreme che hanno come protagonisti zombie e vampiri, pubblicati tra l’altro con un discreto successo, il passo è stato breve.

Realizzarlo è stato difficile?

Non è stato facile. Ma non mi sono fatta scoraggiare dal burocratese, dalle tempistiche, dalle esigenze economiche. Naturalmente non sono sola, io ci ho messo l’idea e la passione ma il progetto non sarebbe andato in porto se non avessi potuto contare su persone valide e preparate. Mi riferisco in primo luogo alla traduttrice del primo romanzo, Sara Caldara, amica e collega di corso all’università e l’illustratrice nonché amica di una vita Nataly Crollo. Quello che mi ha deluso e che mi delude di più è la diffidenza della gente. Non mi stupisco se la diffidenza viene da persone più grandi e con più esperienza, ma mi stupisco dei miei coetanei o delle nuove generazioni che sembrano demotivate a prescindere. Quando ho cominciato a parlare del progetto sono state tante le persone che mi hanno suggerito di lasciar perdere perché troppo complicato. Io sono contenta di non averlo fatto, indipendentemente da come andranno le vendite. Chi avrà in mano il nostro libro si accorgerà che è frutto di passione, cura e rispetto. Di questo ne andrò sempre fiera. Ne approfitto, in questo caso, per ringraziare l’autrice Abigail Reynolds, che con grande gentilezza e umiltà ci ha dato la sua fiducia, fornendoci il nostro primo libro da pubblicare La lettera di Mr Darcy.

Hai mai pensato di partecipare ai finanziamenti regionali per giovani imprenditori per facilitare la realizzazione?

Sì, ci ho pensato ma non è stato possibile per vari motivi tecnici. Comunque, da quello che ho potuto vedere, si dà poco spazio alle iniziative culturali/letterarie in questi contesti. Spero di sbagliarmi, ma questa è stata la mia prima sensazione.

Pensi che vivere a Bari sia un ostacolo o un vantaggio per portare avanti questo genere di progetti? Ritieni che altrove avresti avuto più sostegno o più mercato? E hai mai pensato di andartene?

Io adoro la mia città, ma indipendentemente da questa iniziativa i cui esiti sono tutti da vedere, sono quasi due anni che cerco un lavoro che vada al di là di un progetto stagionale o di qualcosa di sottopagato. Quindi credo che prima o poi sarò costretta anche io a sradicare le mie radici. Arrivati a un certo punto si sente il bisogno di avere le proprie soddisfazioni personali e Bari in questo, con tutte le lauree e i master che puoi avere, non ti aiuta per niente. Un progetto editoriale di questo genere probabilmente in una città come Roma avrebbe trovato più sostegno, ma siamo ancora all’inizio. Aspettiamo e vediamo.

Internet aiuta a promuovere progetti di questo tipo? Insomma, è questa la nuova frontiera dell’editoria?

Il nostro libro si vende solo su internet, sul nostro sito (www.becontinued.it), quindi internet è fondamentale. Speriamo di raggiungere una fetta di pubblico nonostante non ci siano grandi slogan o grandi pubblicità perché non possiamo permettercelo. Contiamo sul passaparola. Se un lavoro è fatto bene, indipendentemente che un libro piaccia o no perché si tratta di gusti, si viene apprezzati. Contiamo su questo: di essere apprezzate per il nostro lavoro, l’impegno e il rispetto che ci mettiamo. Spero che il pubblico impari a fidarsi di noi per crescere insieme… chissà.