Un finale triste per l’ultimo film del cinema Ambasciatori

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Scorrono i titoli di coda di un film già visto troppe volte. Dopo l’Odeon (per anni presidio di cultura cinematografica per le scuole grazie al progetto Fantarca) e l’Orfeo (prima divenuto sala bingo e ora sfitto da anni) chiude anche l’ultimo cinema storico del quartiere San Pasquale, l’Ambasciatori di via Toma, vicino al Politecnico: da qualche giorno la saracinesca è abbassata e le vetrine mostrano delle tristi quanto eloquenti locandine ormai bianche.

Quel cinema mi è sempre stato molto caro, non solo perché vivo in questo quartiere da quando avevo una settimana di vita: è stato il primo in cui ho messo piede, più di vent’anni fa, per vedere ‘La Bella e la Bestia’ con mia madre. Ricordo ancora lo stupore di bambina davanti allo schermo gigante e a quella magia chiamata film che per me era una novità assoluta. Per questo la sua chiusura mi mette molta tristezza e mi fa riflettere ancora di più su un problema che da parecchio attanaglia la nostra città (e non solo), come riporta anche questo articolo del Corriere del Mezzogiorno di alcuni giorni fa: negli ultimi due anni in Puglia e Basilicata sono 12 le sale cinematografiche chiuse.

La chiusura di un cinema storico non è solo il fallimento di un’attività commerciale. È la perdita di un presidio di cultura e di civiltà, di un luogo in cui è possibile anche formarsi una coscienza critica. Invece ormai le piccole sale, che da sempre hanno contribuito alla costruzione dell’identità dei quartieri, stanno morendo, fagocitate dai multisala, ormai fotocopia l’uno dell’altro, nella programmazione e nell’aspetto. Cosa comporta ciò? Molto semplice: il rischio di un impoverimento culturale, dovuto alle difficoltà di distribuzione per molte categorie di film e di case produttrici non commerciali, inadatte ai multisala. Tra queste rientra molto cinema italiano di qualità, quello più scomodo, difficile, ma che fa riflettere e contribuisce alla crescita civile del Paese.

Una via d’uscita potrebbe essere l’acquisizione per fini pubblici di alcune sale ma, in tempi di crisi, non sarebbe facile. Intanto, vedere quell’insegna dal sapore retrò ormai spenta mi ha messo davvero il magone.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

22 commenti

  1. Dobbiamo abituarci alla lenta morte di un certo tipo di cinema. RIP

    1. Non è detto, siamo liberi di scegliere dove andare, come per la spesa ecc. Penso che i cittadini dovrebbero valorizzare di più le attività storiche, in ogni campo, soprattutto se portatrici di cultura.

    2. Secondo me non è da attribuire alle multisale tutta la responsabilità delle morie dei cinema storici di Bari, il mondo va avanti velocemente con progetti che piacciono o non piacciono “stà a noi scegliere”, la vera responsabilità è da attribuire ai proprietari degli immobili. Questi ultimi, spesso sono stati i gestori di queste strutture, oggi scoraggiati, abituati a numeri ed incassi oggi improponibili, sono loro non disponibili a contratti di nuove gestioni, se non a canoni folli …..sono loro a scoraggiare chi vuole mettersi in gioco e investire somme in un settore dove il confronto è diventato difficilissimo ma non impossibile.

      1. Il tuo punto di vista è interessante! Sicuramente gli adeguamenti delle sale hanno dei costi non indifferenti…

        1. Per passione e per lavoro sono molto vicino al settore teatrale e cinematografo, quindi, mi sono proposto per rilevare la struttura assumendomi l’intero costo degli oneri di adeguamento. Ho da prima proposto un fitto di locazione discutibile, per poi ridurlo di solo € 500,00 dalle loro richieste……risultato..? Spariti sono ancora in attesa di un loro riscontro.

  2. Un vero peccato!

    1. Già 🙁

  3. 🙁

    1. Davvero una triste notizia 🙁

  4. Non siate ipocriti. Penso che chiunque abbia commentato qui preferisci andare in multisala oggigiorno… I motivi sono molteplici e concretissimi. Tralasciando il fatto che sono cresciuto “cinematograficamente” al Royal e al Galleria!!!

    1. Perché mai ipocriti, scusa? Io la penso diversamente e anche molte altre persone, con altrettanti motivi concreti, ed è legittimo. Non amo le multisale per tante ragioni, come anche altra gente, oltre alle questioni che ho esposto nell’articolo.

  5. Non prendiamoci in giro, alla prima occasione anche coloro a cui dispiace vanno al multisala. L’Ambasciatori era una struttura ormai datata, gli ultimi aggiornamenti sono stati fatti forse 10-15 anni fa, e in tutta la vita del cinema non hanno cambiato nemmeno la brutta insegna gialla. Magari si sarebbe potuta fare una bella sala a funzione mista (cinema/ristorantino) ma col senno di poi nessuno se la sente di investire oggi con scommesse al buio. Possono sopravvivere solo le piccole strutture d’essai supportate da enti “forti” (Comune, chiesa, ARCI ecc) ma per quelle “intermedie” senza supporto il futuro è difficile.

    1. A volte si è obbligati ad andare al multisala perché questi riescono a ottenere i film più ‘appetibili’ commercialmente per questioni di logiche distributive. Il problema è anche questo, la distribuzione…
      Quell’insegna è fascinosamente retrò, in altre città (ad esempio Bologna) le vecchie insegne degli esercizi commerciali vengono mantenute anche quando la tipologia di locale muta, proprio per questioni ‘storiche’.

  6. Il grande rammarico è che così facendo togliamo la possibilità alla persone anziane di godersi un bel film sotto casa…..Non tutti infatti hanno la possibilità di raggiungere le multisala e/o di spostarsi in auto!
    Quel cinema lo frequentavo quando ancora si chiamava “Adriatico” ……. CHE TRISTEZZA.

    1. Anche il problema che sollevi tu non è da sottovalutare.

  7. Io che ho fatto il direttore di questo magnifico cinema si spezza il cuore vederlo chiuso.
    Si lavorava con tanto amore.
    Grazie a tutti di averlo chiuso ….

    1. Mi dispiace molto 🙁

  8. Probabilmente non ha voluto/potuto rinnovarsi come l’Armenise. Del resto, è una impresa commerciale come le altre..se è in perdita potrebbe voler dire che la clientela non gradiva la programmazione, potrebbe voler dire che se manca il parcheggio un multisala forse è una scelta più obbligata che preferita, potrebbe voler dire insomma un sacco di cose. A me dispiace più per un sentimento di affezione emotiva che di oggettiva valutazione per come è andata, visto il contesto che stiamo attraversando.

    1. Le variabili sono tante…ma questo fenomeno è triste per diversi motivi, quando è in ballo la cultura non si tratta solo di commercio.

  9. Ci abito a pochi isolati di distanza e anche per me è stato uno dei primi cinema dove ho messo piede fin da piccolo, ed oggi all’età di 32 anni il mio cuore piange nel veder chiuso l’ennesimo cinema a cui ero legato sentimentalmente.
    A me piace molto andare a cinema, e il multisala mi piace anche. Quando lo SPACE CINEMA era il WARNER VILLAGE mi è sempre piaciuto andarci visto che sono legato dai ricordi dei cartoni della Warner, però i cinema di vicino casa sono stati i primi cinema. Sono state dette molte cose nei commenti finora, tutti giusti devo dire…ci sono problemi di parchegghi, ci sono gli affitti dei locali che costano tanto, c’è un mancato rinnovamento dei locali (purtroppo bisogna saper essere al passo coi tempi), e anche fare lavori di ristrutturazione non è facile per luoghi che non sono stati ideati fin dall’inizio in un certo modo. Dopo l’Orfeo e l’Odeon anche l’Ambasciatori se ne va…gli unici che si son rimodernati sono il Galleria l’Armenise e l’ABC che punta sui film d’autore e fa anche promozioni particolari. Forse a chi gestiva l’Ambasciatori è mancato questo? Chi lo sà, bisognerebbe parlare con chi lo gestiva. Di certo i film che davano, spesso erano film presenti anche al multisala e ciò comporta che non puoi assolutamente competere…che possiamo farci, sarebbe bello se nessuna attività storica chiudesse…quanti negozi esistenti da quasi 100 anni hanno chiuso? Basta vedere la libreria Laterza con una storia secolare alle spalle che ha dovuto cedere parte del loro negozio a PRADA. Si stava bene negli anni 50-60 anche se ovviamente nn li ho vissuti ma vedere foto vecchie di Bari di quell’epoca ti da un impressione di tranquillità e pochi pensieri per la testa…tutto il contrario di come si vive ora…
    Addio caro Ambasciatori, spero che qualche milionario barese che ti teneva a cuore decida di prenderti e farti rinascere.

    1. Hai ragione 🙂

      1. Sono dispiaciuta della chiusura dell’ambasciatore come tutti i piccoli cinema, ma purtroppo oggi le cose sono cambiate con le multisale si hanno tutte le comodità tipo il parcheggio, la comodità della sala come la poltrona, non ce il problema della visione se la sala è piena e infine la comodità di prenotare online i posti dove sedere.

I commenti sono chiusi.