Una guerriglia pacifica ed ecologica tra le strade di Bari: è la Guerrilla Gardening

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A Bari è guerriglia urbana. Omini ‘verdi’  si aggirano per le strade, lasciando segni tangibili della propria presenza. Ma niente paura, nulla di pericoloso o di alieno, anzi. È una guerriglia di pubblica utilità e molto ecologica. Si tratta della Guerrilla Gardening, fenomeno ampiamente diffuso nel Nord Europa e arrivato da qualche tempo anche in Italia: gruppi di persone si organizzano per recuperare aree incolte e abbandonate nelle città, trasformandole in aiuole verdi e fiorite, ben curate e adottate dalla comunità. Dove non arriva il pubblico, interviene la gente comune a riprendersi ciò che proprio, il diritto a vivere in città fatte non solo di cemento asfissiante, ma di piante, giardini, natura. Anche a Bari esiste un gruppo informale che ha prodotto un esempio di Guerrilla Gardening, come testimoniato dal cartello impiantato nell’aiuola in via Giuseppe Fanelli, al quartiere San Pasquale, che il gruppo dei ‘Lavandali’ ha recuperato, vicino a una strada ad alto scorrimento e quasi priva di verde pubblico. Una dei partecipanti, Milena Ianigro, ci racconta come nasce e in cosa consiste la Guerrilla Gardening nella nostra città.

Come nasce l’iniziativa di curare aree verdi incolte della città? Qual è il segnale che volete lanciare?

L’idea è quella comune a tutti i gruppi di Guerrilla: rendere più bella una parte della città dimenticata dall’amministrazione. È importante perché tra il vedere un pezzo di terreno incolto e degradato e vederlo colorato e amato c’è una bella differenza! Il segnale che vogliamo trasmettere è duplice: sia all’amministrazione comunale, perché faccia di più per il nostro verde pubblico,  sia agli altri cittadini affinché adottino anche loro un’aiuola a beneficio della comunità.

Oltre all’aiuola di via Fanelli, ci sono altre aree su cui avete operato?

Non abbiamo operato su nessun altra area. Al momento non ci sono progetti in cantiere, purtroppo.

Avete incontrato diffidenza nelle persone davanti alla proposta di occuparsi di aree pubbliche? Bari è una città reattiva e aperta a questo genere di iniziative?

Nessuna diffidenza, anzi. Appena ho chiesto alle persone che conosco di partecipare, ho ricevuto tantissime adesioni. Quando costituimmo il primo gruppo, circa tre anni fa, era più difficile trovare gente ma solo perché il fenomeno della Guerrilla Gardening nel nostro paese era meno conosciuto in generale, a differenza del resto d’Europa; in questo caso, invece, ho coinvolto un po’ di soci della mia associazione, il CicloSpazio (i ciclisti amano il verde, si sa), e così ci siamo ritrovati una sera, circa una decina di persone, a pulire la zona (abbiamo riempito una decina di sacchi di immondizia neri di schifezze di tutti i tipi), a stendere le zolle di erba e ad abbellire la zona con la ghiaia che abbiamo comprato appositamente. Purtroppo non ho potuto mettere il cartello con la firma del gruppo perché neanche il vivaio aveva la pianta che mi serve per la firma, una lavanda. Il gruppo infatti si chiama ‘I Lavandali’.

Avete chiesto o ricevuto sostegno dalle istituzioni pubbliche? Cosa si può fare per divulgare questa ‘coscienza verde’?

Il sostegno non è stato chiesto in generale, altrimenti che Guerrilla sarebbe?  I cittadini potrebbero chiedere il permesso di poter adottare aree incolte in città per realizzare orti urbani in ogni quartiere, magari con u piccolissimo canone di locazione per pagare l’acqua con la quale irrigare le aiuole. Il vero problema degli attacchi di Guerrilla, infatti, è la cura dopo l’attacco: è difficilissimo dare acqua senza una fontana vicino, ed anche con la fontana bisogna fare molti viaggi. Insomma, per diffondere questa pratica bisogna attrezzarsi.

3 commenti

  1. […] non arriva la mano pubblica, arrivano le zappe e i rastrelli dei guerriglieri del verde. Nuovo attacco di Guerrilla Gardening ieri sera a Bari, nello spiazzo abbandonato dove sorgono i […]

  2. Salve come posso contattare il gruppo guerrilla gardening? Abito a japigia e qui ci sono tante aiuole alcune curate dai condomini, altre nel più completo degrado (tutte le aiuole non sono recintate). Grazie … Luigia Ceresetti

    1. Ciao Luigia, puoi fare riferimento al gruppo Effetto Terra di cui parlo nell’articolo sulla Guerrilla Knitting. Su Facebook c’è anche il gruppo Ortocircuito che porta avanti attività analoghe e hanno anche un sito internet.

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