Una zampa in più tesa verso i nostri amici animali: anche a Bari arriva l’OIPA

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Animali e animalisti di tutta Bari e provincia, unitevi! L’obiettivo? Una rivoluzione, prima di tutto culturale, in favore dei quattro zampe della nostra città. Da qualche tempo, alla schiera delle associazioni animaliste baresi si è aggiunta la sezione provinciale dell’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), fondata oltre vent’anni fa e da sempre in prima linea nelle battaglie di civiltà per la difesa degli animali. Una mano (anzi, una zampa) in più, sicuramente utile in un territorio come il nostro, troppo spesso ancora poco sensibile alle necessità dei nostri amici pelosi, tra problemi di randagismo e scarsa cultura di rispetto verso le altre forme di vita. Ci racconta di più in questa lunga chiacchierata Anna Altini, presidente della sezione OIPA Bari e provincia.

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Quando e perché avete deciso di aprire una sede OIPA a Bari e provincia? Quali sono le vostre attività e i vostri obiettivi? In questo lasso di tempo che riscontro avete avuto?

La scelta di chiedere l’attivazione della delegazione qui a Bari è stata lenta e graduale: non mi sono mai scoperta ‘attivista’ verso le tematiche animaliste e fino a 5 mesi fa la mia attenzione era circoscritta al solo amore per i miei due cagnoloni e alle carezze verso tutti quei pelosi che incontravo durante le mie giornate. Il primo vero approccio è avvenuto dibattendo con mio marito sulle prime informazioni relative alla tutela degli animali, alla normativa nazionale e regionale vigente, ai reati di maltrattamento e abbandono di animali, derivate dalla sua frequentazione del corso per aspiranti Guardie Eco Zoofile di Bari, corpo volontario appartenente all’Organizzazione Internazionale Protezione Animali Italia ONLUS (OIPA): l’apprendere che dietro questa mia realtà ovattata di sentimenti ce ne fosse un’altra, molto meno considerata ma più bisognosa di cure e attenzioni, mi ha fatto riflettere. La partecipazione, dal mese di maggio, ad alcuni tavoli informativi organizzati proprio dal Nucleo di Guardie Eco Zoofile di Bari nel capoluogo, a Monopoli e Mola di Bari, mi ha fatto vivere un’esperienza assolutamente nuova: ho potuto conoscere più da vicino il significato delle tematiche animaliste, le attività e le battaglie che l’OIPA porta avanti con grande attenzione e devozione ma, soprattutto, le azioni che il Nucleo Guardie Eco Zoofile svolge sul nostro territorio. Dopo importati momenti di confronto, la mia nomina è arrivata lo scorso 2 luglio. Non avendo esperienza nell’ambito, ho voluto ascoltare molto i miei interlocutori e da maggio ad oggi sono emersi molti disagi: tra questi, i più ricorrenti si sono rivelati la proliferazione sul territorio provinciale dei cani randagi e delle colonie feline, a causa di mancate campagne di sterilizzazione, i continui abbandoni di animali nell’arco dell’anno e in particolar modo nei mesi estivi, gli affidi non riusciti per un’assenza di sensibilizzazione alla tutela e al rispetto per gli animali, e, non ultima, la carenza di servizi per i nostri quadrupedi di proprietà (ad esempio, mentre da noi è difficile contattare strutture alberghiere che accolgano animali, nelle regioni del Nord hanno iniziato a regolarizzare l’accesso dei nostri pelosetti negli stabilimenti balneari!). Su questi fronti vorremmo iniziare a fare qualcosa di concreto, ma per farlo abbiamo bisogno della collaborazione di tutti: dalle associazioni presenti sul territorio, ai volontari attivi che ci aiutino a capire dove poter intervenire, ma tra tutte, abbiamo bisogno soprattutto della disponibilità delle istituzioni locali.

Qual è la situazione del randagismo nella nostra zona, rispetto ad altre città? C’è anche un problema culturale alla base?

Siamo presenti sul territorio solo da questo mese, e fino ad ora il problema del randagismo è quello che si è avvertito con maggior frequenza, specie nei comuni di provincia. Molto spesso gli affidi di cani, che servono a donare loro una vita decisamente migliore, continuano a concludersi con la restituzione dell’animale alle associazioni o ai volontari stessi: questo segnale dimostra che ancora oggi, nonostante la presenza continua di associazioni animaliste che agiscono ogni giorno e sotto gli occhi di tutti per la tutela dei più deboli, c’è ancora una scarsa attenzione e sensibilità ai diritti dei nostri piccoli amici, a differenza di una totale e più sentita devozione da parte delle regioni del Nord, verso le quali la maggioranza delle adozioni va a buon fine. A Bari città la presenza delle associazioni animaliste è molto forte e la Asl è sempre attiva per sterilizzare colonie feline e cani randagi che poi vengono nuovamente immessi sul territorio, microchippati dalle associazioni stesse. Fuori dal territorio cittadino, la realtà cambia notevolmente: le sterilizzazioni non sempre vengono sentite come una necessità, né per il benessere degli animali, che queste operazioni in realtà tutela, né tanto meno come un importante innalzamento della sicurezza stradale, spesso segnata da terribili incidenti durante l’attraversamento di animali impauriti.

Come valutate l’azione delle istituzioni locali per contrastare il randagismo e i maltrattamenti? Cosa si potrebbe fare di più?

Il randagismo diventa un problema solo quando manca la tutela e il controllo sul territorio da parte delle stesse istituzioni. Una scarsa attenzione istituzionale non può non creare una scarsa attenzione alla cultura degli animali, ancora oggi evidente nella nostra società locale. Ma non solo. L’attenzione e il rispetto dei nostri simpatici quadrupedi è una sfida da affrontare anche nel settore turistico, importantissimo volano per l’economia del nostro territorio. Le strutture turistiche e alberghiere non hanno ancora sufficiente consapevolezza che il nostro territorio vive di ogni forma di turismo, anche quello a quattro zampe. La mancanza di cognizione che Fido, Micio e Titty siano componenti inscindibili di una famiglia continua inevitabilmente ad annullare i flussi turistici, da e per la nostra regione, incrementando notevolmente la spirale degli abbandoni sul nostro territorio e, allo stesso tempo, lo sviluppo di una economia turistica sempre più spinta verso le regioni del Nord, dove i nostri pelosetti sono accolti e riveriti ancor prima dei propri padroncini! Un’inversione di tendenza anche nel settore turistico è un’altra importante strada che riteniamo di dover percorrere.

La legge italiana in materia è adeguata?

In materia di abbandoni e maltrattamenti è molto rigorosa: ricordiamo la legge del 20 luglio 2004, n.189 e del relativo D. M. 23.3.2007, riportati entrambi nel Regolamento Comunale per la tutela dei diritti degli animali approvato con D.C.C. in data 13/12/2012. In particolare con l’art. 1 della Legge n.189/2004 si apportano modifiche al codice penale inserendo il Titolo IX – Bis – Dei delitti contro il sentimento per gli animali,  in cui vengono previste la reclusione o la multa per reati quali le uccisioni, i maltrattamenti, i divieti di combattimenti fra animali e di spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali. Se parliamo, invece, del diritto di tutte le specie animali ad una esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche ed etologiche, personalmente affermo che, specie nel nostro regolamento comunale, non abbiamo ancora centrato il punto e mai lo centreremo fino a quando si legalizzeranno assurdi e vergognosi spettacoli circensi, in cui si vedono ancora animali obbligati ad ubbidire alle fantasie dei loro addestratori per il puro e semplice divertimento degli spettatori.

Cosa deve fare chi volesse sostenervi o partecipare concretamente alle vostre attività?

Innanzitutto amare e rispettare ogni specie di animale, portando avanti anche l’idea del pieno rispetto per la convivenza con gli esseri umani, di cui sono ferma sostenitrice. Successivamente, dedicare anche pochissimo del proprio tempo libero ad ogni tipo di attività che possa rendersi utile per migliorare l’esistenza per i nostri piccoli amici. La qualità del tempo che si dedica alle attività ha un valore inestimabile e collaborare con persone che possano aiutarci su più fronti, dalla formazione nelle scuole, alle adozioni dei cagnolini dal triste destino, agli stalli momentanei prima degli affidi e non ultimo anche nella importante fase organizzativa e di coordinamento di tutte le attività, è per noi un valore aggiunto alla nostra voglia di fare e soprattutto di comunicare!

Quali sono i prossimi progetti?

Innanzitutto farci conoscere come associazione attraverso tavoli informativi. Abbiamo bisogno della fiducia di chi ci sta di fronte per poter fare gruppo e concretizzare ogni strada che porti al benessere di tutti gli animali. In secondo luogo, confidando anche nella collaborazione con altre associazioni animaliste presenti sul territorio: vorremmo spingere sulle campagne per le adozioni in provincia, con controlli preaffido un po’ più puntuali, al fine di rendere quasi nullo il rischio del ritorno dell’animale al volontario, causa di profondo disagio per l’animale stesso. Ma per far sì che tutto questo possa realizzarsi, serve attivarsi parallelamente anche nella programmazione a tappeto di una serie di incontri formativi nelle scuole, a partire da quelle primarie, al fine di poter cominciare un importante percorso di sensibilizzazione ai cittadini del domani e/o ai ‘padroncini’ responsabili di oggi: un progetto a nostro avviso molto lungo e impervio, ma doveroso. Non mancheranno ovviamente raccolte fondi, terreno fertile in cui far maturare ogni tipo di sostegno a tutte quelle persone che, giorno dopo giorno, si impegnano a garantire un destino migliore a tutti i nostri cari amici a quattro zampe della provincia. Ciò che ci renderà orgogliosi non sarà solo arrivare dritti ai nostri obiettivi, ma farlo assieme a tutti coloro che vorranno farlo con noi, guardando nella stessa direzione e agendo nel pieno rispetto delle regole, perché ogni persona di buon cuore che incontreremo sulla nostra strada sarà per noi la vera conquista.

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